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Un Maestro :
Un Maestro è un uomo divinizzato, un Fratello Maggiore che condivide la nostra stessa umanità ma che è superiore a noi per la grandezza della Sua evoluzione. Un Maestro può usare un corpo fisico e, come indica il suo nome, avere discepoli o, per meglio dire, apprendisti, uomini meno avanzati che desiderano percorrere il sentiero che li condurrà per una strada più breve verso la
cima dell'evoluzione umana. Un Maestro, è necessario che lo sappiamo, è fatto come tutti gli altri uomini, ha gli stessi organi che gli fanno sentire le stesse necessità e, se lo ferissimo, il suo sangue, di colore rosso, sgorgherebbe come quello di tutti anche se è chiaro che potrebbe evitare ciò con un solo gesto della sua volontà. Ma la vera differenza sta nel fatto che la coscienza di un Maestro è molto più vasta ed includente. Ha un ideale, alcuni punti di vista superiori e, soprattutto, è arrivato al perfetto dominio di se stesso.

Ogni Maestro viene sulla terra per manifestare una qualità in una forma predominante e, dunque, ci sono Maestri di Saggezza, Maestri di Amore, di Forza, di Purezza... Ma tutti i veri grandi Maestri hanno necessariamente alcune qualità in comune: l'Impersonalità e il Servizio.
È veramente utile studiare le sorgenti da cui può provenire quella che si chiama “guida”. Per chiarezza e per imprimerle nelle vostre menti, mi propongo di elencare queste fonti, brevemente e senza diffondermi in commenti. Il ricercatore serio e intelligente avrà così modo di rendersi conto che l’intero soggetto è assai più vasto e di gran lunga più importante di quanto si creda, e potrà analizzare meglio i diversi tipi di “guida” e comprendere possibili strumenti direttivi di cui il neofita inesperto ed ignorante può cadere vittima.

1. La guida o istruzione proveniente da un individuo sul piano fisico, cui ci si rivolge, quasi sempre inconsciamente, per essere aiutati. E soprattutto un rapporto cerebrale, di natura elettrica, stabilito da contatti coscienti sul piano fisico, ed è molto agevolato dal fatto che il neofita sa abbastanza bene ciò che l’istruttore direbbe in ogni data circostanza.

2. L’atteggiamento introvertito del neofita o del mistico porta alla superficie tutta la sua “vita di desiderio” subcosciente. Per la sua tendenza mistica, e in quanto generalmente volto alla bontà e alla vita dello spirito, ciò si presenta sotto forma di certe propensioni da adolescente per pratiche e attività religiose. Tuttavia egli le interpreta come una guida definita ed estranea, e se le formula in termini tali che diventano per lui la Voce di Dio.

3. Il recupero di antiche aspirazioni e tendenze spirituali, frutto di incarnazioni precedenti. Esso sono profondamente celate nella nostra natura, ma possono riaffiorare per una stimolazione di gruppo. In tal modo si riprendono atteggiamenti spirituali e desideri che, nella vita presente, non si erano ancora manifestati. Sembrano totalmente nuovi e straordinari, e li si considera ingiunzioni divine provenienti da Dio. Eppure sono sempre stati presenti nella nostra natura (anche se latenti), perché effetto dell’antichissima tendenza al divino inerente ad ogni membro della famiglia umana. È il figliol prodigo che dice a se stesso: “Mi leverò, e me ne andrò” — un momento che il Cristo ha mirabilmente illustrato con la Sua parabola.

4. La “guida” può anche essere la semplice sensibilità alle voci, ingiunzioni e belle intenzioni di entità buone che si apprestano a ritornare nella carne. L’odierno dilemma spirituale dell’umanità provoca il rapido ritorno alla vita fisica di molte anime progredite.
Poiché si librano sul limitare dell’esistenza esterna, in attesa di rinascere, accade spesso che degli esseri umani incarnati entrino in rapporto soggettivo e inconscio con loro, specialmente di notte, quando la coscienza è fuori del corpo fisico. Le loro parole e istruzioni (talvolta buone, di norma insignificanti e qualche volta ignoranti) vengono ricordate nella coscienza di veglia e interpretare dal neofita come la voce di Dio, che li guida.

5. La guida può anche essere di natura astrale ed emotiva, e risultare dai contatti stabiliti dall’aspirante (risoluto nella sua aspirazione, ma debole in quanto a polarizzazione mentale) su quei livelli. Le possibilità sono tali e tante che non posso diffondermi in particolari. Tutte sono intrise di annebbiamento e molti capi di gruppi e organizzazioni di buoni intenti, traggono ispirazioni da queste fonti. Ma esse non sono vere guide divine durevoli. Possono essere innocue, gentili, persuasive e bene intenzionate; tuttavia alimentano la natura emotiva, e sviluppano isterismo o aspirazione, possono ingrandire le tendenze ambiziose della vittima e sprofondarla nei meandri dell’illusione. Non sono quindi la voce di Dio, né sono divine, non più della voce di qualsiasi comune istruttore fisico.

6. La guida può anche essere risultato della sintonia telepatica con la mente o le menti di altri. Ciò accade spesso ai più intelligenti e a chi è focalizzato nella mente. E una forma di telepatia diretta, ma inconscia. La guida deriva perciò da altre menti o dalla mente di gruppo focalizzata di qualche insieme di ricercatori con cui si abbia affinità, riconosciuta o no. La guida può essere così impartita coscientemente o meno ed essere di qualità buona, cattiva o indifferente.

7. Il mondo mentale, al pari dell’astrale, è pieno di forme-pensiero, con le quali si può stabilire un rapporto, e interpretare come una guida. Queste forme-pensiero sono a volte usate dalle Guide dell’umanità per dirigerla e aiutarla. Ma possono essere anche usate da entità e forze indesiderabili. Possono quindi essere molto utili ma se sono interpretate come espressioni di guida divina e ritenute infallibili (in modo da richiedere e suscitare accettazione cieca e indiscussa) minacciano la libera attività dell’anima, e non hanno valore effettivo.

8. La guida può dunque venire da qualsiasi genere di uomini incarnati o disincarnati, ed essere ottima o pessima. Può includere l’aiuto offerto da veri adepti e iniziati tramite i loro discepoli e aspiranti alle attività mentali e astrali degli uomini di intelligenza ordinaria, compresi quelli emotivi ed egoisti. Si dovrebbe ricordare che nessun vero iniziato o discepolo tenterà mai di dominare nessuno, né gli indicherà sotto forma di comando positivo le azioni da intraprendere. Ma molti riescono a captare l’insegnamento impartito da menti esperte ai discepoli, oppure a registrare telepaticamente le potenti forme-pensiero, create da uomini di pensiero o da Membri della Gerarchia. Da ciò derivano le molte interpretazioni errate e la sensazione di una guida. Essi si impadroniscono di ciò che è destinato a un gruppo, o di suggerimenti impartiti da un Maestro al discepolo.

9. La guida proviene pure dalla personalità stessa di un uomo, quando potente e integrata, e sovente egli non riesce a riconoscerla per quello che è. L’ambizione, il desiderio, o i propositi orgogliosi di una personalità possono operare dal corpo mentale e imprimersi sul cervello, e l’uomo, nella coscienza cerebrale, può considerarli provenienti da una fonte estranea. In realtà non fa che reagire a ingiunzioni e impulsi della propria personalità.

10. La guida può provenire, come ben sapete, dall’anima stessa, quando, con la meditazione, la disciplina e il servizio, si è stabilito il contatto e quindi esiste un canale di comunicazione dall’anima al cervello, attraverso la mente. Questa, quando limpida e diretta, è la vera guida, proveniente dalla divinità interiore. Tuttavia, se la mente non è sviluppata, il carattere non è purificato e non si è liberi dal predominio della personalità, essa può essere fraintesa o deformata. La mente deve applicare correttamente la verità o la guida impartita. Soltanto quando la comprensione della voce divina interiore è giusta e fedele, la guida è veramente infallibile, e la voce del Dio interiore può parlare con chiarezza al suo strumento, l’uomo fisico.